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Contro ogni odio e discriminazione, anche nei confronti delle persone trans recluse

Il 17 maggio ricorre la giornata internazionale contro l’omo-transfobia. Nella Casa circondariale di Baldenich a Belluno esiste una delle sette sezioni penitenziarie in Italia riservate a persone transessuali/transgender.

A Baldenich si trovano donne trans o women affirmed (cioè che si riconoscono nel genere femminile), che però nella loro veste di uomini (anagrafici o di nascita) vengono recluse o in sezioni cosiddette “protette” (le stesse in cui vengono relegati i sex offenders, per capirci) oppure il più delle volte in sezioni parallele a quelle maschili, condannandole non soltanto alla detenzione, ma anche all’isolamento e alla discriminazione sessuale. Prima che criminali però non dimentichiamo chi sono: persone, con storie particolari spesso contraddistinte da violenza e sfruttamento.

Scrivevano nel 2018 Francesca Vianello, Roberto Vitelli, Alexander Hochdorn e Claudia Mantovan nel libro “Che genere di carcere?“:

Le persone trans si trovano a doversi posizionare costantemente lungo le coordinate eteronormative di un’egemonia socioculturale che pro- e im-pone un modello binario [uomo/donna]

con infine una sentenza:

La permanenza delle persone trasngender in carcere sembra non sia stata risolta in via definitiva da parte di nessun sistema penitenziario a livello mondiale

Se siete sensibil* a queste tematiche e volete mettervi in contatto con queste persone, a prescindere dal loro passato giudiziario, potete scriverci a [email protected]: saremo felici di creare un ponte tra la sezione bellunese e la sua comunità.

Francesca Valente