Dal Catullo – Ammiriamo la capacità di operatori e volontari

Questo percorso sul tema del carcere ha creato in noi diverse opinioni sul fatto di dare una seconda possibilità a persone recluse che hanno commesso reati gravi. Per alcuni di noi il privilegio di poter dare un aiuto ai soggetti che hanno per esempio stuprato donne, ucciso persone, commesso danni gravi ad esse sembra un’ idea inconcepibile ed ingiusta.

Per riuscire a far questo lavoro di rieducazione è necessaria una notevole motivazione e apertura mentale, per questo noi ammiriamo la capacità di questi operatori. Altri di noi sono favorevoli a questo intervento di recupero nell’affettività per la libertà delle persone recluse. La rieducazione è utile in quanto permette di restituire o creare una possibilità di recupero di una “vita normale”, con un lavoro e una famiglia.

Un’altra considerazione che è emersa tra di noi è il fatto che inizialmente pensavamo che “trattare bene” e privilegiare persone detenute facesse in modo che queste ne approfittassero e una volta uscite non fossero terrorizzate dal pensiero del carcere bensì lo vedessero quasi come un luogo sicuro per scontare la pena più serenamente. Grazie però a questi incontri abbiamo capito la vera importanza della rieducazione che, al contrario del nostro pensiero iniziale, fa sì che al momento della scarcerazione la persona abbia in mano un gran potenziale per potersi integrare nella società (se ne ha veramente la volontà).

A Scuola di Libertà – A.A. 2017/2018
Istituto di istruzione superiore Catullo, Belluno

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