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Torna “A scuola di Libertà”: formazione gratuita sulla legalità con l’associazione Jabar

Tra le varie attività che l’associazione Jabar mette a disposizione della comunità per sensibilizzare e informare sui temi del carcere c’è il percorso formativo in classe “A scuola di legalità“, declinazione locale del progetto nazionale “A scuola di libertà” curato da diversi anni dalla conferenza nazionale Volontariato e giustizia.

Grazie alla tecnologia siamo in grado di “entrare” nelle classi bellunesi con i nostri volontari a parlare delle nostre attività dentro e fuori il carcere di Belluno, portando riferimenti ai dati sul fenomeno a livello nazionale e territoriale. Possiamo coinvolgere ospiti e attingere al materiale che la Cnvg mette a nostra disposizione per arricchire le nostre proposte di formazione, adattabili a studenti sia della scuola primaria di primo grado, sia di secondo.

Sono ormai quattro anni che l’associazione bellunese si impegna in questa attività di formazione in classe, con ottimi risultati registrati dai volontari, dagli studenti e dagli insegnanti stessi.

La proposta formativa è totalmente gratuita.

 Il tema della responsabilità e il senso della giustizia “riparativa” per vittime e persone detenute sono al centro del progetto quest’anno.

Gli studenti sono chiamati anche a partecipare a un concorso di scrittura a livello nazionale e i premiati parteciperanno alla giornata conclusiva del progetto.

 

Per avere maggiori informazioni sul progetto,
scrivere una mail ad [email protected]

 

Sono disponibili a dare la loro testimonianza

Agnese Moro, sociopsicologa, ricercatrice di Laboratorio di scienze della cittadinanza, è figlia dello statista sequestrato e ucciso dalle Brigate rosse nel 1978.

Silvia Giralucci, a cui nel 1974 a Padova, quando lei aveva tre anni, le Brigate Rosse hanno ucciso il padre.

Fiammetta Borsellino, figlia minore del magistrato Paolo Borsellino, ucciso dalla mafia nella strage di via D’Amelio il 19 luglio 1992.

Deborah Cartisano, figlia di Lollò Cartisano, il fotografo di Bovalino, in Calabria, sequestrato nel 1993 ed ucciso dalla ‘ndrangheta perché si era rifiutato di pagare il pizzo.

Giorgio Bazzega, figlio del maresciallo Sergio Bazzega, ucciso nel 1976 in un conflitto a fuoco con un giovanissimo brigatista negli anni tragici della lotta armata in Italia, quando lui di anni ne aveva poco più di due.

Benedetta Tobagi, giornalista e scrittrice, figlia di Walter Tobagi, il giornalista del Corriere della Sera assassinato dai terroristi il 28 maggio 1980 a Milano.

Claudia Francardi: nel 2011, una pattuglia di carabinieri ha fermato alcuni ragazzi che stavano andando a un rave party. Mentre controllavano i documenti, uno di loro, Matteo, ha preso un bastone, ha colpito i due carabinieri ed è scappato. Antonio, il marito di Claudia, è morto dopo un anno di coma.

Lucia Annibali: è una giovane avvocatessa di Pesaro, sfigurata dall’acido che le è stato tirato in faccia il 16 aprile 2013. Per quel terribile atto sono stati condannati due uomini, ritenuti gli esecutori del gesto, e un terzo, ritenuto il mandante, che con Lucia aveva avuto una tormentata relazione.

Lucia Di Mauro Montanino è la moglie di Gaetano Montanino, guardia giurata che a Napoli, nel corso di una rapina, nel 2009, è stata assassinata da Antonio, un ragazzo di neanche 17 anni, che dopo qualche mese è diventato padre.
Lucia ora ha praticamente “adottato” la famiglia del “carnefice”.

Francesca R., figlia di un detenuto, Tommaso, ex esponente di spicco della ‘Ndrangheta, che è in carcere a Padova, partecipa al progetto scuole/carcere e ha preso nettamente le distanze dalla criminalità organizzata.

Suela M.: figlia di un detenuto che ha finito di scontare una lunghissima pena, racconta le difficoltà di una bambina albanese emigrata in Italia e costretta a vivere per anni la difficoltà di andare a trovare un padre detenuto e doversi anche sentire “colpevole” di questa condizione di “figlia di…”.