Dal Catullo – Cercare di capire sì, ma non giustificare tutto

Che cos’è la libertà? La possibilità di fare qualcosa, di essere, di avere, di scegliere, di vivere, libertà di avere una famiglia, libertà di una persona, libertà di scegliere, di amare.

Tutto parte dalla possibilità, se non dal dovere di ognuno di noi di fare le proprie scelte. Nel momento in cui si sbaglia, consapevolmente o meno si va incontro a delle conseguenze.

Ma ancora prima, come si fa a scegliere?
Fai una scelta sulla base delle tue esperienze, delle tue conoscenze, dei valori che ti sono stati trasmessi e che hai deciso di fare tuoi. Tutto ciò fa parte dell’educazione che hai ricevuto, di come sei stato cresciuto.

Perciò se le scelte sono frutto dell’educazione, il risanamento della scelta sbagliata dovrebbe basarsi sulla rieducazione; sul comprendere lo sbaglio e le ragioni di esso; sul migliorare per il futuro. È un tema difficile, che la maggior parte di noi sente molto lontano per cui non è facile esprimere un parere, perché forse cambierebbe se ci trovassimo a stretto contatto con una situazione del genere.

Se una certa persona dovesse rubare in casa mia, o uccidere un mio caro, non so cosa vorrei o penserei, in relazione alla sua pena o al suo futuro. Sarebbe molto difficile cercare di capire le sue ragioni, se ce ne fossero, capire cosa lo ha portato a fare determinate scelte. Un’altra parte di me si soffermerebbe sul fatto che comunque quella persona è una persona, ha una famiglia, degli affetti, un lavoro, una vita…

E allora il quadro generale diventa ancora più incomprensibile, ti chiedi: perché si è dovuto comportare in questo modo? Perché ha fatto questa scelta, consapevole di quello a cui stava andando incontro? E se non lo era, com’è possibile che non lo fosse?

Credo sia sbagliato giustificare le scelte sbagliate dicendo “è una persona come tutti noi, stessi diritti e doveri, stessa possibilità di vivere e scegliere e sbagliare”. Non si può giustificare tutto, perché anche se è vero che anche la persona che ha sbagliato ha diritto a una certa qualità di vita, bisogna ricordarsi che se si trova in carcere perché ha violato i diritti di qualcun altro, non ha rispettato i propri doveri e ha fatto del male.

Con questo non voglio dire che la reclusione dev’essere punitiva e degradante, ma neanche dev’essere troppo leggera e sottovalutata. Posso dire che la rieducazione in carcere è importante, certo è che non devono essere strutture di prigionia ai limiti della decenza.

È un tema difficile, più grande di noi, per cui è complicato affermare un parere o un’idea non sentendo l’argomento cosi vicino, anzi, abbastanza lontano.

A Scuola di Libertà – A.A. 2017/2018
Istituto di istruzione superiore Catullo, Belluno

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